Ricordo ancora quell’11 settembre 2001. Era mattina, poco prima di pranzo e mi ero collegato a Virgilio per controllare la posta. Vidi la fotografia di un aereo che andava a sbattere contro un grattacielo. Continuai a navigare, leggendo e guardando immagini e filmati di ciò che stava accadendo in America. Non avevo ancora metabolizzato la gravità, il dramma dell’evento. Me ne resi conto solo la sera, quando i telegiornali di tutte le reti trasmisero quelle tremende immagini.

Avevo già prenotato due viaggi. Il primo in Egitto, la classica e bellissima crociera sul Nilo abbinata al rilassante soggiorno sul Mar Rosso, vicino a Sharm el Sheikh. Il secondo a New York. Si, proprio la città dove si stava consumando il dramma di migliaia di persone innocenti che, come me, stavano lavorando quella mattina.

In Egitto sarei dovuto partire il 16 settembre; a New York a Natale con la mia famiglia. Ricordo l’ansia e le emozioni di quei giorni: partire o no? Stavamo andando in un Paese musulmano, non fondamentalista, è vero, ma pur sempre arabo. Ci chiedevamo se vi potessero essere ripercussioni diplomatiche, o peggiori, contro cittadini occidentali in terra d’Islam (anche se vi è una nutrita presenza Copta).

Alla fine partimmo. E facemmo bene. Posti bellissimi, misteriosi, affascinanti. Ritornerò su queste emozioni in un altro articolo. Qui voglio condividere con voi quello che ho provato un giorno, nuotando e facendo snorkeling nelle acque cristalline del Mar Rosso.

Per poter apprezzare la natura sottomarina bisogna superare la barriera corallina e nuotare paralleli ad essa. E la mattina presto, quando ci sono pochi turisti in giro. Ebbene, entrai in acqua e dei pesci curiosi e multicolore iniziarono a nuotare attorno alle mie caviglie. Li salutai e m’immersi.

Subito mi spaventai, però! Due piccoli barracuda si avvicinarono a me un po’ troppo per i miei gusti! Cercai di allontanarmi velocemente da loro e ci riuscii. Il cuore agitato, che andava a 100 battiti l’ora, piano piano si calmò grazie alle meraviglie che si aprivano davanti ai miei occhi ad ogni bracciata. Occhi che vennero per qualche secondo oscurati da un ombra, che inizialmente pensavo fosse un altro nuotatore. Riemersi con la testa e vidi una pinna di squalo! Aiuto gridai dentro di me! Ma la paura si trasformò subito in emozione positiva quando capii e vidi che quell’ombra era proiettata da una manta gigante accompagnata da due pesci lavatori. Bellissimo, stupendo!! Era lì, a 2 metri da me…

Un’emozione unica che porterò sempre dentro, come quella che ho provato, 3 mesi dopo e con le lacrime agli occhi, a New York nel leggere i pensieri, nel vedere i disegni dei bambini, le foto dei dispersi  e i famigliari delle vittime nell’area dove l’11 settembre c’erano le Torri Gemelle….
 
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