Era il primo week end del 2009 e i 3 giorni a disposizione li abbiamo passati attraversando la gaelica e selvaggia penisola di Dingle e percorrendo il più turistico Ring of Kerry. La mattina dell’ultimo giorno, partiamo dal nostro B&B di Killarney e visitiamo (da fuori, però…sapete, girare l’Irlanda in inverno dà emozioni uniche, non ci sono le folle di turisti, alcuni luoghi d’interesse rimangono aperti senza pagare o senza custodi, i colori del cielo e della natura sembrano inviolati…ma il rovescio della medaglia è che alcuni di questi sono chiusi e ti devi accontentare di vederli da fuori) il castello che, adagiato sulle sponde di un lago, si presta a delle foto mozzafiato.

                                                               killarney

Con il buon umore che questa vista ci ha regalato alle 9 di mattina, prendiamo la statale che ci porterà a Dublino passando da Cashel. Il bello di essere autonomi e di avere una macchina è soprattutto quello di fermarti quando hai voglia o quando vieni attratto da….indicazioni stradali! (ricordate come sono capitato a Baltinglass, vero?). E’ così che siamo arrivati al Kanturk Castle (il cartello diceva 3km, pochi no?). Incredibile….

Nella penombra sembrava veramente un castello ove si sente la presenza degli antichi occupanti. Hai l’impressione che le loro anime aleggino sopra di te, quando cammini tra i resti di questo bel maniero. E l’atmosfera tutt’attorno si prestava a questo tipo di pensieri: penombra, umidità, corvi gracchianti che quando tacevano il silenzio che circondava il luogo era interrotto solo dal vento che soffiava tra le finestra senza vetri. Inquietante….

                                                                kanturk

La lettura della storia del castello mi faceva evocare immagini tardo medievali. Mi venivano in mente questi grassi signorotti irlandesi che mangiavano pecore alla brace con le mani e bevevano sidro dalle ciotole di legno, facendosi grosse risate alla faccia degli inglesi! Stupendo….

E mia moglie che ha esclamato, correndo tra una porta e l’altra, Fico!! Era la prima volta che le sentivo dire questa normalissima esclamazione. Bello…

Ma non è finita qui.

Infatti, proseguendo verso Cashel, siamo passati in un paese che la guida definisce ‘particolare’ per via del suo municipio, la cui forma ricorda quella delle case con orologio tipiche della svizzera (è stata l’unica creazione dell’architetto che l’ha disegnata…qualcosa vorrà pur dire, no?). Guardo sulla cartina dove siamo e scopriamo che questo paese non è proprio piccolino: Marlow. Ovviamente, anche qui c’è un castello che si trova all’interno di una tenuta con un boschetto e cervi annessi. Bucolico….

   cervi   mallow_castle

Come Stanlio e Ollio, facevano coppia per farci ridere, questo castello fa coppia con una bella villa del ‘700 per farci emozionare. Sembra infatti disabitata, ma dalle sue finestre, alcune con i vetri rotti, si possono vedere i decadenti ma preziosi arredi interni.

                                                                     mallow_villa

Un posto che mi ha evocato nuovamente le immagini dei nobili che l’hanno abitata, ma questa volta l’associazione che ho fatto è stata con la nobiltà libertina della Francia di Re Sole.

Ma torniamo al castello, di cui rimangono gran parte delle mura perimetrali e qualche struttura interna, ma la suggestione dei posti visitati in una così stretta successione, mi hanno fatto vedere una presenza misteriosa…O forse è stata solo la pura immaginazione, uno scherzo della memoria derivante dall’aver visto questa foto qualche giorno prima su focus? Chissà….

      mallow_castle_interno   fantasma

 

 
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