stufato di filetti di pollo

Ad essere sinceri non sapevo come chiamare questo piatto. L'ho creato in due minuti cercando di finire le cose che avevo in frigo aperte e, vedendolo finito, l'aspetto era quello di uno stufato bianco. Pensavo fosse un'accozzaglia di sapori, invece ognuno di essi era ben definito e il complesso del sapore accattivante. Gli ingredienti: 400 gr di filetti di petto di pollo, 125 gr di Philadelphia light, olive verdi in salamoia, olio extravergine di oliva, un fungo grande, cajun (polvere rossa semipiccante simile alla paprika), sale, pepe, prezzemolo, vino bianco secco e cognac.

Usate una pentola di medie dimensioni antiaderente. Tagliate a pezzetini il fungo dopo averlo lavato e mettetelo nella pentola dove avrete messo a riscaldare un paio di cucchiai d'olio. Sminuzzate un po' prezzemolo ed aggiungetelo al fungo nella pentola, con sale, pepe e due cucchiai di vino bianco. Lasciate cuocere per tre minuti ed aggiungete i filetti di pollo tagliati a pezzi. Aggiungete una tazzina di vino bianco e altro sale e lasciate andare a fuoco medio-basso. Adesso sminuzzate più piccole che potete le olive verdi e mettetele in una ciotola con un cucchiaino di cajun, pepe e due cucchiai di cognac. Aggiuntevi il Philadelphia e mischiate bene in modo che tutti gli ingredienti si siano ben amalgamati. Mettete questa crema nel pollo e continuate a cuocere per una quindicina di minuti o fino a quando noterete che la crema si sia addensata e abbia creato un tutt'uno con il pollo. Attenzione a non far ritirare tutto il liquido.  Da mangiare ben caldo.

 

LONZA DI MAIALE PANATA ALLE SPEZIE

In questo momento della mia dieta, stufo di insalate, grammi di pasta e morsi della fame continui, ho deciso di fare uno strappo alla regola e ho cucinato queste gustose fettina di lonza di maiale. Gli ingredienti: 400 gr di lonza di maiale, pan grattato, 1 uovo, olio di semi di girasole, aromi/spezie per maiale, cajun (polvere rossa semipiccante simile alla paprika), sale.

Ovviamente sono stato avvantaggiato dal fatto che qui in Irlanda vengono usate molto le spezie (seasoning) per aromatizzare e marinare carne e pesce prima di essere cotti. Riscaldate in una padella un pò di olio insieme. Nel mentre, sbattete l’uovo in un piatto fondo con una forchetta e immergetevi una bistecca di lonza. Una volta bagnata con l’uovo, aromatizzatela con le spezie per il maiale. A parte, avrete già messo su un po’ di carta argentata il pane grattugiato mischiato con del cajun. Passate la bistecca bagnata nell’uovo e aromatizzata nel pan grattato e quindi nella padella dove oramai l’olio sarà ben caldo. Ripetete questa operazione, ovviamente, per ogni bistecca che avete. Attenzione al fatto che l’olio che avrete messo nella padella potrebbe essere ben caldo e, quindi, rischiare di bruciare la vostra carne. In questo caso giratela spesso. Da mangiare ben calda e con un pizzico di sale.

 

GAMBERONI ROSATI AL VINO BIANCO

Qui in Irlanda il pesce fresco e saporito non manca, sebbene nei ristoranti quello che viene offerto sia principalmente il salmone. Ed è un peccato, perché l’industria della pesca è fiorente un po’ ovunque. Ad esempio, Dublino si adagia su una baia e nella punta estrema al nord vi è un paesino di nome Howth dove di solito vado a comprare pesce fresco a veramente due lire (gamberoni freschi a 8 € il kg, salmone in pezzi senza spine max 12 €, giusto per fare qualche esempio. Vorrei ora proporvi una ricetta semplicissima fatta proprio con i gamberoni. Questi gli ingredienti: 400 gr di gamberoni, vino bianco secco, cognac, aglio, olio e peperoncino, prezzemolo, un pomodoro ben rosso tagliato finemente.

Riscaldate in una padella un pò di olio insieme all’aglio, al peperoncino, al prezzemolo ed al pomodoro finemente tagliuzzato. Ricordo che la funzione del pomodoro è quella di dare colore al piatto e un pò di sapore. Non deve essere predominante. Aggiungere quindi i gamberoni, insieme al cognac e al vino bianco. Coprire il tutto e continuare a cuocere a fuoco medio basso per circa mezz’ora, girando di tanto in tanto. Verrà un piatto gustoso e con una salsina perfetta da scarpetta!

 

Fettine panate al profumo di cognac e rosmarino

Detto così, sembra un piatto da 3 stelle Michelin? Invece è un’ottima variante della classica fettina panata, carne di manzo tagliata sottile, ripassata in uovo e pan grattato e poi cotta in padella in olio di oliva. A Roma si usa portarla, insieme alla lasagna e alle melanzane alla parmigiana nelle gite fuori porta. La variante in questo caso è semplice. Gli ingredienti: fettine di manzo, uova, pane grattugiato, olio e sale, cognac e rosmarino secco (va bene anche quello fresco ma in quantità inferiore).

Sbattete le uova in una terrina ed uniteci il cognac (poco) ed il rosmarino. Ripassate le fettine dentro l’uovo sbattuto e poi impanatele nel pane grattugiato. Friggetele, poi, nella padella dove avrete fatto riscaldare l’olio. Attenzione che cuociono abbastanza in fretta. Una volta cotte, salatele e servitele ben calde.

 

Filoscio di uova al brie

Alzi la mano chi non ha mai trovato del formaggio o altro ingrediente da far fuori, perché si trova in quello stato che non è più buono da mangiare fresco e non è ancora pronto da buttare. E così, si ricorre alla cottura nelle uova. Un bella frittata con quello che avanza! Ma in questo caso, volevo dare un tocco di raffinatezza. Gli ingredienti sono solamente uova, brie, sale e un pizzico di pepe. Olio per ungere la padella di cottura.

Sbattete le uova insieme al sale ed al pepe. Riscaldate una padella antiaderente, dove avrete messo un filo di olio extravergine di oliva. Versate le uova sbattute nella padella ben calda e cercate di disporle uniformemente nella padella stessa. Coprite in modo che cuocia prima e non preoccupatevi se alla frittata nascono delle bolle d’aria! Quando vedrete che la frittata si è quasi compattata, mettete il brie, coprite di nuovo e cuocete per altri pochi secondi. E’ a questo punto che occorre essere maghi. Con due utensili di plastica (per non rovinare il fondo della padella) cercate di creare una specie di rettangolo alzando i due lati della frittata. Quindi, usate il coperchio per girare il nascente filoscio, riponetelo nella padella e continuate per un pochino la cottura. Servire ben caldo.

 

FILETTI DI NASELLO AL COGNAC E PACHINO

Come tutte le mie ricette, anche questa è improvvisata. Ogni tanto e di domenica, andiamo a Howth al nord di Dublino a mangiare e comprare pesce. Ne facciamo un po’ di scorta e poi lo surgeliamo in quel cavolo di mini freezer presente in quel cavolo di mini frigo che abbiamo trovato nella casa affittata a Dublino. Anyway, gli ingredienti sono:

filetti di nasello fresco, pomodorini pachino, cognac, olive nere baresi, olio extravergine, rosmarino, aglio in polvere e peperoncino. Un pizzico di sale.

Ho preso una padella antiaderente e ci ho riscaldato l’olio con aglio, peperoncino e rosmarino. Questi due ultimi ingredienti devono solo dare il sapore e non devono predominare, perché il gusto finale deve rimanere tendente al dolciastro. Una volta che l’olio ha iniziato a far friggere il peperoncino (il fuoco di cottura è medio), ho unito le olive e i pomodorini tagliati a metà. Ho coperto il tutto e lasciato andare per 3 / 4  minuti . Quindi ho unito i filetti di nasello (ah, quanto ne ho mangiato nella mia infanzia ed adolescenza, vero Chiara?), per i quali ho avuto l’accortezza di non metterli sopra alle olive o ai pomodori, ho spolverato il tutto con il cognac 5 stelle ucraino (l’unico al di fuori della Francia che è autorizzato ad usare il nome cognac) e messo il pizzico di sale che mi tenevo tra le dita (no, non è vero!). Ho coperto il tutto e l’ho lasciato cuocere. Dopo un po’, sono andato a girare i filetti di nasello e ho ultimato la cottura. Stare attenti a non far asciugare tutto il liquido di cottura, che è la salsina che poi dà il vero sapore al piatto.

E’ un piatto veloce e non impegnativo e vi assicuro veramente gustoso.

Il sommelier consiglia: Filetti di nasello al cognac e pachino & Lugana D.O.C. Superiore "Cà Vaibò"
Un altro vino bianco da unire in matrimonio perfetto con questa simpatica ricetta di pesce, il lugana è un vino dalla storia millenaria originario del bresciano, che riesce a combinare la freschezza degli aromi fruttati di albicocca-pesca, con calde sensazioni evolutive sviluppate della breve permanenza in legno, il tutto impreziosito da lunga persistenza aromatica. Infatti come ben sottolinea lo chef nel finale della ricetta, sulla preparazione del condimento, è la salsina che con la sua carica di profumi e sapori deve unirsi in un tutt´uno con la lunghezza di gusto del vino. Il resto lo fanno la sapidità e la freschezza acida nell´impreziosire ogni delicato boccone. Servire a temperatura 12-14° C.

 

Braciole di maiale al cognac e gorgonzola

Avete un pezzo di gorgonzola da far fuori? Ecco la ricetta giusta! Ingredienti:

braciole di maiale, olio extravergine, rosmarino, gorgonzola dolce, cognac. Un pizzico di sale e di pepe.

Ho preso la solita padella antiaderente e ho riscaldato l’olio con il rosmarino, il pepe e un po’ di sale. Ho aggiunto le braciole (qui in Irlanda sono piccoline e tagliate non proprio sottili, ma rimangono comunque tenere) che ho salato sulla parte superiore e aggiunto il cognac (sempre quello ucraino 5 stelle). Ho coperto il tutto e ho continuato a cucinare a fuoco abbastanza vivace (non molto, altrimenti si bruciano l’olio e la carne, e quest’ultima non si cuoce). A circa metà cottura ho girato le braciole. A cottura quasi ultimata (che significa, circa un minuto prima di spegnere il fuoco), ho messo dei cubetti di gorgonzola sulle braciole e li ho lasciati fondere. Anche qui, stare attenti a non metterne troppa altrimenti il suo sapore forte copre tutto il resto. Servire il tutto ben caldo.

 

FILETTI DI COSCIA DI POLLO ALLA PSEUDO CACCIATORA

Chiarisco subito che pseudo sta a significare che, con gli ingredienti di fortuna che avevo a casa, ho cercato di ricreare il sapore o la base del pollo alla cacciatora. I filetti di coscia sono la parte superiore della coscia di pollo, disossata. Qui in Irlanda le vendono in confezioni da 6. Preferisco usare questa parte del pollo perché rimane gustosa e morbida ed essendo senza osso, è facilissima da mangiare. Il tempo complessivo dalla preparazione alla prima forchettata è stato di 40/45 minuti. Gli ingredienti:

filetti di coscia di pollo (non le sovra cosce, mi raccomando!), formaggio Monte Veronese DOP, pomodorini pachino, vino rosso cabernet-savignon australiano del 2008, aceto balsamico, olive nere baresi, olio extravergine, rosmarino, aglio in polvere. Un pizzico di sale e pepe.

Visti gli ingredienti si capisce perchè pseudo cacciatora! In ogni modo, il vino rosso si può sostituire con un bianco secco e l’aceto con quello classico; il Monte Veronese con la fontina. L’importante è non esagerare, altrimenti diventa troppo agro. Ho preso padella antiaderente e ci ho riscaldato l’olio con aglio, pepe e rosmarino. Ho aggiunto le olive ed i pomodorini tagliati a metà. A parte, ho aperto i filetti di coscia e li ho spolverati di sale e pepe. Vi ho messo una strisciolina di formaggio e li ho chiusi con uno stuzzicadente. Quindi, li ho uniti agli altri ingredienti già in padella (da circa cinque minuti) e ho aggiunto il vino e l’aceto. Li ho fatti cucinare per una trentina di minuti a fuoco medio, di cui gli ultimi 5 senza coperchio per far ritirare il sugo di cottura. Servire ben caldi. Li ho accompagnati dal Cabernet Savignon usato per cucinare.

 
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