Non voglio avere la pretesa di essere Sgarbi o un gallerista, ci mancherebbe! E neanche quella di descrivere gli innumerevoli tesori artistici che l'Italia offre o che sono sparsi nel mondo. Ci sono professionisti e siti specializzati che fanno questo.
Ma l'arte è lo strumento principe di espressione della creatività e dei pensieri di una persona. Fin troppo. Pensa a quelle persone che per un dipinto o uno scritto sono state bandite, minacciate o addirittura condannate a morte. Quindi rientra nel contesto che questo sito cerca di offrire: esprimersi in libertà.
Io personalmente, colleziono grafiche di autore (eccone due esempi):
Dopo una valutazione interiore ed estetica, ho capito quale è il settore della pittura che mi piace e, che forse, rappresenta ciò che mi piacerebbe io sia. Questo settore è l'arte contemporanea. Al contrario di tanti che vedono scarabocchi o linee o mostri nelle mie grafiche, io ci leggo un qualcosa che non necessariamente deve essere quello che l'artista ha provato ad esprimere nel momento dell'esecuzione. Anche perchè, ciò che l'artista ha provato, era un suo sentimento intimo che ha assunto la forma dell'opera. Scelgo la grafica sulla base dell'emozione che trasmette.
Ho inserito questa sezione del sito perchè mi sono innamorato di mia moglie in una pinacoteca di arte moderna, perchè colleziono grafiche, perchè mi piace andare a visitare mostre, perchè conosco collezionisiti e galleristi, perchè ci sono dei miei amici che dipingono. Così, vorrei cercare di far diventare questo spazio come una vetrina per costoro, in particolar modo degli amici artisti che possono mettere le proprie opere e descriverle. Ognuno è libero di segnalare mostre o eventi, scrivere commenti o pensieri su come vede l'arte pittorica.
Mi piacerebbe, ora, farvi vedere come Hitler dipingeva:
Questo acquarello fa parte del lotto di 13 dipinti attribuiti a Hitler che sono stati venduti all'asta a Londra, come riporta l'agenzia qui sotto:
(ANSA) - LONDRA, 23 APR - Una serie di 13 quadri dipinti in gioventu' da Adolf Hitler sono stati venduti all'asta in Inghilterra per oltre 107 mila euro. Si tratta per lo piu' di acquarelli dipinti tra il 1908 e il 1914, quando cercava di affermarsi come pittore. Il totale dell'asta ha largamente oltrepassato le attese della casa organizzatrice Mullock's. I quadri di Hitler gia' in passato hanno attirato grosse somme: nel 2006, sempre in Gran Bretagna, 21 tele del Fuehrer furono vendute per 118.000 sterline.
Devo dire che come figurativo non è poi così male. La battuta più facile da fare sarebbe: ma perché non ha continuato a fare il pittore?
Secondo voi l'orologio può essere considerata una forma di arte? Se vi va di investire qualche minuto per leggere queste poche righe che sugono, capirete perchè lo è per me...
Una passione che ho sempre avuto è stata quella degli orologi. Molto spesso mia madre me lo fa notare e mi chiede da dove sia nata. Veramente non lo so, ma mi piacciono molto. Pensate che per un certo punto della mia vita è stato un bene rifugio, un investimento. Ho posseduto buoni pezzi ed ora mi piace vederli nelle vetrine dei negozi, leggere riviste specializzate (ho circa 3 anni della rivista l’orologio), navigare su internet per seguirne le quotazioni, nel caso avessi ancora soldi da investire. In una recente vacanza estiva in Svizzera, ho costretto la mia dolce compagna di quel viaggio a seguirmi nella valle degli orologi, da Sciaffusa (sede dell’IWC) a Le Locle, capitale dei maestri orologiai.
La mia marca preferita è la Rolex, sebbene dal punto di vista tecnico non si possa considerare la maison per eccellenza. Basti pensare che non poteva essere una manifattura a tutti gli effetti fino a quando non decise di costruire in casa il movimento del Daytona, fino ad allora costruito dalla Zenith, ed altre piccole componenti.
Se volete conoscere la storia, le curiosità e le quotazioni degli orologi Rolex vi consiglio di visitare il sito www.vetroplastica.com . E’ veramente ben fatto e concordo con la loro idea di fermarsi nella divulgazione di notizie riguardanti i Rolex fino all’avvento del vetro zaffiro. Così facendo, hanno caricato ed enfatizzato ancor di più il mito di questa storica casa orologiaia svizzera.
Sono convinto che, se ognuno di noi approcciasse l’orologio da un punto di vista storico e ne seguisse gli sviluppi e le vicissitudini dalla loro invenzione fino ai nostri giorni, si appassionerebbe senz’altro. E’ curioso vedere le forme strane degli orologi al quarzo degli anni 70, oppure essere affascinati o rimanere increduli quando si legge una recensione su un orologio pluricomplicato e con la cassa in oro e diamanti che supera il milione di euro!
Credetemi, se per un paio di mesi (significa due numeri) voi leggerete la rivista l’orologio, anche se rimarrete sempre esterrefatti dai prezzi che alcuni orologi hanno e continuerete a dire non lo comprerò mai! , un qualcosa, un germe di passione entrerà comunque in voi! Perché la meccanica, la precisione dell’orologiaio, la dovizia di particolari profusa negli articoli, vi farà diventare critici verso lo Swatch che ora portate al polso, e fino a farvi fermare anche voi davanti le vetrine delle gioiellerie per ammirare questi capolavori di tecnica ed artigianato.
E’ per questo che per me orologio è arte…..
Arte sacra significa icone? Decisamente no, ma sicuramente ne è una componente importante. Ecco da dove nasce la mia passione per le icone:
Un’altra passione che probabilmente ho sempre avuto nel mio più profondo inconscio e che ho maturato solo da qualche anno a questa parte è quella delle icone.
Ricordo quante serate ho passato davanti alla TV a guardare le televendite delle icone promosse dalla Galleria Orler. Era, ed è, un piacere sentire la competente critica del presentatore ed era una gioia vedere quegli splendidi oggetti d’arte sacra provenienti dalla Russia. Ma che prezzi!!!
Ricordo, altresì, come se fosse ieri, le tre ore passate al museo di storia rumena di Bucarest ad osservare le icone salvate dalla furia di Ceausescu. Che belle che erano… In quella visita ho capito che dovevo avvicinarmi più concretamente al mondo delle icone e permettere alla miapassione di uscire fuori. Allora ho iniziato a visitare negozi di antiquariato a Milano, girare per mercati, seguire le aste su internet, imparare la storia delle icone.
La mia prima icona fu una rizla di ferro proveniente dalla Polonia e datata anni 60 raffigurante il raro soggetto della Madonna delle tre mani. La acquistai ad una fiera a Milano e ancora oggi ho dei dubbi sulla provenienza e sulla datazione, ma tant’è che è veramente un bel pezzo. Cos’, mese dopo mese, la mia passione continuava a crescere, maturare, fino a quando ho sposato Olga (con lei ho visitato musei, chiese e mercati di antiquariato a Kiev facendo definitivamente decollare il mio amore per questa forma di arte sacra) e ho potuto poi comprarne un paio di bellissime e particolari che ora proteggono la nostra casa e ne fanno bella mostra!